"A QUESTO PORTA L'ARTE DI PROLUNGARE LA VITA UMANA: CHE, ALLA FINE, TRA I VIVENTI SI E' SOLO SOPPORTATI" I. Kant, Il Conflitto delle Facoltà (Der Streit der Fakultäten)

IL LIBRO - L'ALTRO KANT (Piccin Editore)

IL LIBRO - L'ALTRO KANT (Piccin Editore)
Il risultato di oltre 10 anni di ricerca per conoscere e capire meglio uno dei più grandi filosofi illuministi.

domenica 28 novembre 2010

L'ALTRO KANT SELEZIONATO DALLA RASSEGNA LETTERARIA "PORDENONE LEGGE" 2010



Il libro L'ALTRO KANT - LA MALATTIA, L'UOMO, IL FILOSOFO è stato selezionato dalla prestigiosa rassegna letteraria Pordenone Legge.
Nel corso dell'ultima edizione, contrassegnata da grandi nomi quali Margherita Hack, Corrado Augias, Francesco Alberoni, è stato infatti presentato il volume con l'introduzione del Dott. Mario Vio.
Erano presenti gli autori.

Qui alcune segnalazioni dell'evento:

Segnalazione su Pordenonelegge 2010 di Connessomagazine.it:
http://www.connessomagazine.it/pordenonelegge-2010-1


mercoledì 14 aprile 2010

"L'ALTRO KANT" - RECENSIONE ALZHEIMER UNITI ROMA

L'associazione ALZHEIMER UNITI ROMA ha recensito e consigliato il libro "L'ALTRO KANT - La malattia, l'uomo, il filosofo".

Di seguito, il testo della recensione:

"IL CERVO FERITO

Questo è il titolo che ci piace dare alla nostra breve recensione sul libro “ L’altro Kant” pubblicato nel 2009, per le edizioni PICCIN.

E’ lui, Immanuel Kant, il “cervo ferito”: così il grande filosofo si riferiva alludeva a se stesso negli ultimi anni della sua vita, parlando o scrivendo agli amici.

Per le nostre conoscenze o nel nostro immaginario il cervo è un animale libero, agile, veloce e “ il cervo ferito” è la metafora di un essere che in un certo senso nega la sua identità, non potendo più percorrere o sognare di percorrere ampi spazi, cercare vasti orizzonti.

“ L’altro Kant. La malattia, l’uomo, il filosofo”è un libro nato dal contributo di più autori: Renato Fellin, geriatra, Stefano Caracciolo, psichiatra, Federica Sgarbi , filosofa.

Intento comune è presentarci il filosofo, non nella sua veste ufficiale quale icona della filosofia, ma come uomo, ripercorrendo, con l’aiuto di scritti di biografi e testimonianze di amici, le sue giornate, seguendo le sue abitudini quotidiane, i suoi gusti, le sue ossessioni, chiedendosi, in parallelo, quanto il vissuto personale abbia influito sulla costruzione del suo sistema filosofico.

I tre autori si soffermano sugli ultimi anni della sua vita, anni in cui Kant si allontana progressivamente dall’attività professionale, lascia il suo ruolo pubblico, mentre si evidenziano chiari segni di indebolimento delle sue capacità cognitive. Quali professionisti che si occupano del cervello e delle sue funzioni si interrogano sulla mente di questo filosofo, che ha saputo costruire un sistema di luminosa razionalità che tiene conto dell’uomo nella sua interezza, con le sue capacità,i suoi limiti, le sue aspirazioni, fisiche e metafisiche.

Come è avvenuto il processo di decadimento? Kant ne è stato consapevole?

Infatti, dato che il nostro giornale si rivolge a lettori interessati ad un aspetto specifico, anche noi vogliamo approfondire il problema dell’insorgenza di un deterioramento cognitivo, chiedendoci se abbia sofferto proprio di malattia di Alzheimer.

I segni che emergono dai suoi scritti e da testimonianze sembrano avvalorare questa tesi.

A 72 anni, nel 1796, anno nel quale tiene l’ultima lezione all’università, annota sul suo diario: “ Non feci alcuna lettura a causa dell’età e dell’indisposizione” e più avanti: “ La mia salute non è quella di uno studioso, ma di un vegetale”.

Kant aveva sempre avuto un interesse forte e costante per la medicina e si può presumere quindi che il filosofo avvertisse l’avanzare del male e presagisse il dramma incombente.

Nel 1798 il suo biografo annota: “ cominciò a ripetere i suoi racconti più di una volta nello stesso giorno”, e “ poiché si era accorto anche lui che la memoria gli si affievoliva, per evitare ripetizioni, annotava i temi su foglietti.” Nel 1802 emerge del disorientamento spaziale e pochi mesi dopo l’affaccendamento afinalistico.

Testimonianza di questo suo progressivo smarrirsi è il suo Opus Postumum , un lavoro dove si notano variazioni rilevanti rispetto alle modalità che Kant aveva sempre seguito nell’esporre per iscritto il suo pensiero, modalità molto interessanti da decodificare. Kant usa un formato di carta molto grande, scrive con grafia minuta, sistema al centro della pagina il concetto principale e ai margini i concetti consequenziali.

Si rende conto adesso di non riuscire più a “comprendere” nel suo cervello una complessità di concetti. Come nel primo caso aveva pensato ad annotare quello che diceva per evitare di ripetersi, così adesso organizza un concetto dall’inizio alla sintesi conclusiva, tutto su una stessa pagina, per averne la visione d’insieme.

“ Kant vuole abbracciare almeno con lo sguardo ciò che non riesce più ad abbracciare con la mente.” dice Federica Sgarbi.

Nella sofferenza “ avvertita” Kant escogita strategie utili ad orientarsi in labirinto che diventa progressivamente sempre più infido.

E noi ci chiediamo se e quanto lo abbia aiutato la Filosofia nel contrastare e contenere il male. E’ stato lo stesso Kant ad affermare, in diverse occasioni, che la Filosofia poteva diventare terapia.

Dal 1803 sarà necessaria per lui un’assistenza continuativa; morirà il 12 febbraio 1804 a 80 anni, un’età straordinaria per l’epoca.

Con assoluta coerenza, con estrema dignità Kant ha vissuto la sua vita e la sua malattia.

Questo libro attraverso le diverse parti ci ha condotto in un percorso molto interessante, che abbiamo potuto seguire agevolmente, grazie anche ad un’esposizione chiara e scorrevole.

La lettura conferma anche le nostre convinzioni: il malato di Alzheimer, dall’insorgere della malattia all’esito finale, continua spesso per molti anni a dare il suo contributo, escogitando nuovi modi e attivando nuove strategie. E’ una persona.

Piero Vigorelli nella sua bella introduzione al volume riflette: “ E’ una persona che vuole ancora vivere, contrattare e scegliere le cose che la riguardano”

Noi diciamo: E’ un cervo ferito, ma sempre un nobile cervo, che ha attraversato ampie radure e a lungo lottando per non arrendersi ha cercato vasti orizzonti.

Maria Sandias, Luisa Bartorelli"

Tratto da http://www.alzheimeruniti.it/index.asp?id=242

Per consultare il sito dell'associazione://www.alzheimeruniti.it

La FEDERAZIONE ALZHEIMER ITALIA sceglie L'ALTRO KANT



La FEDERAZIONE ALZHEIMER ITALIA, importante punto di riferimento in merito alla malattia di Alzheimer, consiglia la lettura del testo "L'altro Kant- La malattia, l'uomo, il filosofo".

La segnalazione nell'ultimo numero (N° 39) del Bollettino Ufficiale Alzheimer Italia (p.10).
Per leggere, cliccare sull'immagine del libro.

Per consultare il sito della Federazione: http://www.alzheimer.it/

giovedì 11 marzo 2010

"L'ALTRO KANT" SCELTO DALL'ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI. IL TEMA: LA FILOSOFIA DI FRONTE ALLA MALATTIA


Il 24 Febbraio scorso,
la Scuola di Alta Formazione Michele de Tommaso di Imperia
dell'ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI
- massimo organo, in Italia, per la diffusione e l'approfondimento del pensiero filosofico -
ha proposto un seminario dal titolo:
Kant e l'Alzheimer - La Filosofia di fronte alla malattia.
Il seminario, che ha visto la partecipazione anche del Prof. Carlo Serrati,
Direttore del Reparto di Neurologia presso
l'Ospedale S. Martino di Genova,
ha scelto come base della discussione
il libro L'ALTRO KANT - La malattia, l'uomo, il filosofo
(Piccin Editore)
Un seminario volto alla trattazione del delicato rapporto tra Filosofia e Malattia, anche alla luce delle testimonianze e dei contributi originali proposti da Fellin, Sgarbi e Caracciolo riguardo il grande filosofo illuminista.

PRESENTAZIONE DE "l'ALTRO KANT" ALLA LIBRERIA FELTRINELLI DI PADOVA


giovedì 8 ottobre 2009

L'ALTRO KANT: PRESENTAZIONE A PALAZZO PARADISO



Da destra, Renato Fellin, Federica Sgarbi, Giuliano Sansonetti, Stefano Caracciolo


E' avvenuta oggi, giovedi 8 Ottobre, a Ferrara, nella splendida cornice di Palazzo Paradiso e introdotta dal Prof. Sansonetti, docente di Filosofia Morale e Bioetica presso la Facoltà di Filosofia dell'Università degli Studi, la presentazione ufficiale del volume

L'ALTRO KANT- LA MALATTIA, L'UOMO, IL FILOSOFO.
L'importante progetto che ha ispirato il testo e che ha visto la collaborazione dei 3 specialisti è stato presentato nel dettaglio. Il Prof. Fellin ha introdotto l'aspetto biografico e illustrato l'articolata ipotesi della malattia kantiana. Federica Sgarbi ha presentato il complesso rapporto del filosofo con la malattia, evidenziando la ricchezza delle testimonianze filosofiche che nutrono la suddetta ipotesi. Stefano Caracciolo, in ultimo, ha proposto alcune considerazioni di carattere psicologico.

http://www.unife.it/comunicazione/news/notizie/presentazione-del-volume-l-altro-kant-la-malattia-l-uomo-il-filosofo-8-ottobre

lunedì 3 agosto 2009

IL LIBRO: L'ALTRO KANT, L'UOMO E IL FILOSOFO


L'ALTRO

KANT

La malattia, l'uomo, il filosofo

FELLIN R. - SGARBI F. - CARACCIOLO S.

Introduzione di P. Vigorelli

(Piccin Nuova Libraria)

Kant uomo e Kant filosofo:
un inedito viaggio
nella vita e nelle opere del grande pensatore,
tra emozioni e ragione

Nel 1804, sfiorando l'ottantesimo anno di età, si spense uno degli esponenti più significativi della filosofia moderna: Immanuel Kant.
Morì pronunciando le parole: “Es ist gut”, E' bene…
Ma che tipo di uomo era Kant?
Quali erano le sue paure?
A cosa era interessato?
Come si comportava nella vita privata?
Quale fu la malattia che lo consumò e come la visse?
Le sue esperienze e le sue emozioni influirono sulla sua produzione filosofica?
Esce, edito da Piccin Nuova Libraria, un volume che, tramite contributi inediti, tenta di rispondere a questi interrogativi.
L’altro Kant, infatti, è un testo originale e ben documentato che nasce da oltre dieci anni di ricerche convergenti da parte di tre studiosi noti – Renato Fellin, Federica Sgarbi, Stefano Caracciolo - e affermati in campi culturali diversi – medicina, filosofia, psichiatria - che hanno unito le loro competenze per tratteggiare un profilo insolito di uno dei più grandi filosofi moderni.
Nel corso dei capitoli, si delineano tre “personaggi”: il filosofo, l’uomo, l’anziano malato.
Il Lettore si accorgerà quanto essi interagiscano e si illuminino vicendevolmente.
«L’altro Kant considerato in queste pagine – evidenzia Federica Sgarbi – è quello dell’indagine filosofica condotta anche in relazione alla vita emotiva dell’autore, con particolare riferimento al suo rapporto con la malattia».
Il filosofo, nato nel 1724, ebbe, nel corso dell’intera vita, un’attenzione costante ed esagerata per la propria salute tanto da portarci a considerarlo un ipocondriaco.
Per la prima volta, nel libro L’altro Kant, questo aspetto viene analizzato nel dettaglio, da diversi punti di vista, indagando il peso ch’esso ebbe sulla produzione filosofica dell’autore.
Nella Parte Prima (Breve biografia), nella Seconda (Il profilo psicologico) e nella Quarta (Kant e la malattia: l’uomo e il filosofo), gli Autori esplorano vita e opere del Maestro e propongono numerose e affascinanti correlazioni, con particolare attenzione a tre eventi: la precoce scomparsa della madre, la vista dell’antica torre di Loebenicht, la malattia dementigena.
Nella Parte Terza (La storia clinica), Renato Fellin riporta i numerosi segni e sintomi che testimoniano il decadimento cognitivo progressivo del filosofo negli ultimi anni e confronta, in modo pragmatico, il quadro clinico descritto con quello della malattia di Alzheimer.
Nella Parte Quarta (Kant e la malattia: l’uomo e il filosofo), Federica Sgarbi cura il difficile e complesso rapporto di Kant con il tema della malattia: passando in rassegna tutta l’opera kantiana, Sgarbi evidenzia brani e considerazioni del grande pensatore, analizzandone le correlazioni e le implicazioni.
Emerge come, verso il termine di una vita laboriosa e altamente produttiva, a partire dal 1796, Kant abbia cominciato a presentare segni e sintomi che sono suggestivi di una malattia dementigena, come la malattia di Alzheimer.
Tale affezione - reale e ben documentata - influì sulla sua produzione filosofica?
Sgarbi affronta, in modo assolutamente inedito, questo problema nella Parte Quinta, intitolata La filosofia degli ultimi anni: influenze della malattia?
La Parte Sesta, La lezione di Kant, è, infine, un omaggio degli autori alla grandezza della figura kantiana.